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LO SCHIFETTO
CARLOFORTINO

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CENNI
STORICI
Il termine Schietto deriva
dalla parola "skiff" che significa lancia, battello. Lo Schifetto appartiene alla
generica categoria dei “gozzi”, molto diffusa in tutto il Mediterraneo a seconda
della località dove doveva operare e del tipo di attività che doveva svolgere,
il gozzo assumeva caratteristiche diverse, varianti e denominazioni che lo
distinguevano. Lo Schifetto era l’antica barca usata dai carlofortini per la
pesca alle aragoste con la nassa. Di dimensioni contenute, infatti, raramente
superava i 6 metri di lunghezza. Il materiale impiegato per la sua costruzione
era il rovere per la chiglia, il pino d’Aleppo per le ordinate e il resinoso
pino marittimo della Toscana e della Corsica per il fasciame. Lo Schifetto era
munito di un vivaio interno per conservare vive le aragoste. Il ricambio
dell’acqua avveniva tramite dei fori praticati nelle tavole del fasciame, in
corrispondenza del vivaio. Questi fori erano tappati con sugheri quando il
vivaio era inutilizzato. Lo Schifetto presenta l’albero molto inclinato verso
prua, questo tramite un robusto paranco a tre vie, solleva una lunga antenna cui
viene inserita la vela maestra. La velatura è completata da un polaccone issato
in testa d’albero e fissato al bompresso su un anello scorrevole che lo rende
più veloce e molto maneggevole.
Caratteristiche del modello:
| SCATOLA DI MONTAGGIO |
REF. 99/009 |
| SERIE COMPLETA DISEGNI |
REF. 66/009 |
| LUNGHEZZA MASSIMA |
mm
660 |
| LUNGHEZZA SCAFO |
mm
480 |
| LARGHEZZA SCAFO |
mm
215 |
| ALTEZZA MASSIMA |
mm
750 |
| SCALA |
1:15 |
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